22 marzo 2008

Il pastore



Radi alberi dai minuscoli fiori rosati
I mandorli profumano
Le pietre ai muriccioli
Non polverosi

E’ marzo forse aprile

Sta accosciato
Le spalle robuste al tronco
Del grande pistacchio
Il pastore
Il cane bianco allato

A guardia delle pecore
A contare i nati
Della notte

Un filo d’erba tra i pollici
Sibila una musica
Col vento leggero

Il cane bianco
Insegue la smarrita
Ora spaventata

L’ammucchia

Il pastore sceglie
Il piccolo più bello
L’abbraccia
L’accarezza

Odora di latte
Appena succhiato
Il muso rotondo

Domani
Il collo
Sarà reciso

Legate le zampe di dietro
Al ramo basso di un carrubo
Colerà lento il sangue

A nutrire vespe
e nere formiche
A rifare vita

Giuseppe Davì

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29 febbraio 2008

Ho avuto un sogno ( orme nella sabbia )



Ho sognato che camminavo in riva al mare con il mio Signore e rivedevo sullo schermo del cielo tutti i giorni della mia vita passata. E per ogni giorno trascorso apparivano sulla sabbia due orme, le mie e quelle del Signore. Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma, proprio nei giorni più difficili della mia vita. Allora ho detto: «Signore io ho scelto di vivere con te e tu mi avevi promesso che saresti stato sempre con me. Perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti più difficili?». E Lui mi ha risposto:«Figlio, tu lo sai che io ti amo e non ti ho abbandonato mai: i giorni nei quali sei soltanto un'orma sulla sabbia sono proprio quelli in cui ti ho portato in braccio».

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28 febbraio 2008

Ninna nanna siciliana

Binirittu lu jornu e lu mumentu, to madri quannu a latu ti truvau, doppu di novi misi,
e cu gran stentu, guau, guau, facisti, e in frunti ti vasau.
Dormi nicuzzu cu l’ancili toi,dormi e riposa, ti canto la vo’oh,oh, dormi bimbo e fai la vo’.
Si da lu celu calassi na fata,nun lu putissi fari stu splinnuri, chi stai facinnu tu biddizza amata,
ca tutt’intornu inchi di rusi e ciuri.

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17 febbraio 2007

Una inquietante abitudine

Il tempo oggi mi passa così:
butto la cenere della sigaretta
dentro il cestino della carta straccia
colmo è di fazzoletti e d’altro
i miei pensieri inutili
tengo la cicca tra l’indice e il medio
tutto il tempo che occorre
perché la brace confini col filtro
e muoia
butto la cicca nel cestino
e spero
d’aver dimenticato
qualcosa
e che tutto avvampi
d’improvviso
e che anch’io
sparisca
tra rapide fiamme
crepitando
senza un grido
senza un lamento
inutili

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30 dicembre 2006

Differenze

Tra una cravatta e un cappio al collo
Tra un gatto vivo ed un gatto morto
Tra respirare e rantolare
Tra un istante mortale e dieci minuti verso la morte
Tra un sentiero spinoso verso la pace
E una strada comoda e larga verso le guerre

Tra ... e ...

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